Categoria: Recensione

Sangon Beach @ Ristorante Carignano* – Torino

Quarto, nuovissimo, menù di Davide Scabin al Ristorante Carignano che, per l’occasione, trasforma la sala da pranzo del ristorante in una spiaggia.

Quando dico che ha trasformato la sala da pranzo del Carignano in una spiaggia, non sto scherzando: all’interno della sala da pranzo del ristorante, infatti, sono state riversate circa due tonnellate di sabbia, proprio per ricreare l’ambientazione di una classica spiaggia anno ’60.
Proprio per questo motivo, al momento della riconferma della prenotazione della cena, vi verrà comunicato che sarà possibile accedere alla sala da pranzo solo e rigorosamente in ciabatte, che, volendo, potrete portarvi anche da casa.

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Rebis – Desenzano del Garda (BS)

Il ristorante ha aperto a fine giugno 2025, in una location, in centro a Desenzano del Garda (BS), in quel di Palazzo Garibaldi, coi suoi bellissimi affreschi cinquecenteschi e seicenteschi, che definirla stupenda è assolutamente riduttiva.

A giugno – come si suole dire – si parte in quarta con due menù degustazione, rispettivamente, da sette corse a 185,00 euro e da dieci corse a 220,00 euro: giusto per fare un paragone, un otto portate da La Rei Natura, il nuovo tre stelle Michelin italiano, costa 280,00 euro o un dieci portate da Iacobucci, una stella Michelin, costa 159,00 euro…

Spaventato dai prezzi, assolutamente fuori mercato per un ristorante appena aperto, per lungo tempo resto titubante se andare o meno, ma alla fine, dopo aver fatto musina, prenoto per un mercoledì sera di metà novembre e qui la prima sorpresa: i menù si sono leggermente accorciati e hanno ridotto il prezzo.

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Osteria Bakarè – Peschiera del Garda (VR)

Una mattina, ero in studio, e mi squilla il telefono: mi compare il bel faccione di un caro amico Chef che, dopo i convenevoli di rito, mi chiede se fossi mai stato a mangiare da Bakarè Osteria.

Io gli rispondo, candidamente, che è un posto che mi intriga parecchio, ma mi ha sempre frenato la sua pagina web delle prenotazioni, che trovo discretamente irritante per i toni da miglior ristorante al mondo.

Al che lui mi dice: «se vuoi andare, ti prenoto io e sei mio ospite».
Gli rispondo che, se vuole pagare lui, possiamo andare assieme, ma, per mia politica personale, se vado da solo, mi pago sempre il conto.
Chiudo la telefonata dicendo, comunque, che se fossi andato l’avrei avvisato, cosa che, ovviamente, non ho fatto…
Il giorno successivo, alle ore 19,00, prenoto per le ore 19,30…

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Le Calandre *** – Sarmeola (PD)

Questo è un post che mi attirerà ire, strali e insulti di vario tipo, ma, onestamente, chissenefrega.

Il ristorante Le Calandre, quasi dieci anni fa, è stato mio mio primo ristorante tre stelle: ancora adesso, mentre scrivo, ricordo quel mercoledì a pranzo e buona parte dei piatti che mangiai.
Da allora sono tornato almeno una volta l’anno e, anzi, era uno dei due locali (l’altro era La Peca) dedicati ai festeggiamenti importanti: l’ultimo fu nell’agosto del 2020, quando il Nano compì 18 anni.

Quella cena, ovviamente parametrata a un ristorante tre stelle Michelin, non fu particolarmente brillante, anzi, si intravedeva un pochino di appannamento, il cui culmine fu il c.d. main course a base di maiale che, sia nell’estetica, che nel gusto, ricordava un piatto da trattoria.

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Osterita – San Pietro in Cariano (VR)

Il più giovane chef stellato d’Italia apre un nuovo ristorante a meno di mezz’ora da casa mia e non vuoi andarci a mettere il naso?

Parto proprio dal curriculum dello Chef in quanto, in tutta franchezza, è ciò che mi ha incuriosito di più, anche perché, fino all’altro giorno, non avevo la più pallida idea di chi egli fosse…

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Riva Restaurant – Numana (AN)

Partiamo dalla premessa che capire dove diamine si trovasse il ristorante e, in particolare, la sua entrata è stata un’impresa abbastanza epica: mentre attendevo che la mia Ospite arrivasse ho dovuto controllare su Google Maps per tre volte per capire se fossi nel posto giusto.
La magra consolazione è stata che anche gli altri avventori che si avvicinavano al ristorante avevano la mia stessa faccia smarrita.

Partendo dal fondo, considerato che, sul web, ormai, il livello medio di attenzione è di pochi secondi, parto subito col dire che la sala è stata imbarazzante, mentre la cucina, nonostante alcuni (troppi) errori di cottura, sparpagliati lungo tutta la cena, non è stata male, anche grazie alle ottime materie prime.

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Combal.Zero @ Ristorante Carignano * – Torino

Citando il titolo di un libro di Stephen King, non si può che esordire con un “A volte ritornano”.
Tuttavia, in questo caso, mi sento di dire che “A volte ritornano, per fortuna.”

Per festeggiare i cento anni dell’Hotel Sitea a Torino, Davide Scabin ha deciso di portare al Ristorante Carignano, dove è attualmente executive chef, i piatti più iconici del suo Combal.Zero.

Per chi non lo sapesse il Combal.Zero è stato aperto nel 2002, da Davide Scabin (con il suo sous chef di sempre Giuseppe “Rambo” Rambaldi), nel Castello di Rivoli, a fianco del Museo di Arte Contemporanea e, purtroppo, ha chiuso i battenti nel 2020.
Io ho avuto la fortuna di sedermi alla sua tavola nel maggio 2018 ed è un’esperienza che ancora ricordo con grande trepidazione.

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Dieci piatti da ricordare – Il mio 2024

Anche per quest’anno siamo arrivati alla fine.

Rispetto agli anni scorsi, per mia scelta, ho deciso di girare molto meno, ma, comunque, tra una cosa e l’altra, almeno 1500 piatti gourmet me li sono fatti: per gli amanti delle statistiche, ho mangiato stellato ventotto volte, tra cui sette, per me nuovi e, in alcuni casi, proprio nuovi, tre stelle Michelin, in cinque paesi d’Europa.

Ciò nonostante, salvo rare eccezioni, le vere soddisfazioni gastronomiche mi sono arrivate da ristoranti più modesti, spesso mono stella o anche non stellati; in alcuni casi ristoranti che hanno, poi, conquistato la stella in corso d’anno: come vedrete, infatti, tra i miei dieci piatti da ricordare compare un solo ristorante tre stelle e un solo ristorante due stelle il che la dice lunga su quanta noia viaggi ad alti livelli gastronomici.

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Trattoria Contemporanea * – Lomazzo (CO)

In tanti anni col sedere appoggiato sulle sedie dei ristoranti ho cominciato a inquadrare quali possano essere i segnali della presenza di potenziale fuffa.

Alcuni dei segnali che, di solito, sono sintomatici della presenza di potenziale fuffa sono l’utilizzo dello strumento del gioco a tavola, l’esaltazione dei rituali gastronomici (pensiamo, ad esempio, a come vengono spadellati dei famosi paccheri…), lo spiegone estremo, ai limiti dell’evocazione del sacro.
La filosofia sottostante è la stessa che si trova nel gesticolare sinuoso delle mani da parte dell’illusionista: ti fa spostare l’attenzione sui movimenti perdendo così il focus su cosa stia effettivamente accadendo.
[…]
Un’ora e quarantacinque minuti di macchina e mi sono ritrovato in un ex cotonificio, ristrutturato in stile industrial, contornato da tanti ragazzi (giovanissimi) e sorridenti che sono riusciti subito a mettermi a mio agio.
Mi ha ricordato molto il servizio che ho incontrato al nord: un giusto connubio tra forma e convivialità, senza manici di scopa infilati “dove non batte il sole”.

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Quattro Passi *** – Nerano (NA)

A mio avviso, il 2018 è stato l’ultimo anno in cui la Guida Michelin, per lo meno in Italia, ha attribuito le tre stelle a uno Chef che portasse con sé una precisa identità gastronomica, non appiattita, su uno stile comfort-francese e, ovviamente, mi riferisco a Mauro Uliassi.

Con questo non voglio dire, sempre dal mio punto di vista, che gli Chef successivi non avessero una loro identità, spesso molto geograficamente orientata, ma certamente non hanno brillato per la volontà di andare fuori da un percorso gastronomico assolutamente dritto, privo della benché minima curva o variazione.

Il nuovo ristorante tre stelle, ossia il Quattro Passi di Nerano, rientra anch’esso in questo filone: una cucina, certamente fatta bene, ma votata ad accontentare il classico Cliente Michelin (di cui abbiamo già parlato), che, tuttavia, in un viaggiatore gourmet, non è destinata a lasciare un grande segno e, men che meno, a giustificare il c.d. “vale il viaggio”.

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