Categoria: Memorie

Le memorie di un agosto gourmet

Quest’anno, per il mio compleanno e per le finte ferie che (non) prendo abitualmente, mi ero ripromesso di fare il bravo evitando di bagordeggiare come faccio di solito, anche per cercare di restare con una silouette vagamente decente: per mantenere questa mia promessa, contrariamente al mio uso, mi ero, infatti, volontariamente astenuto da qualsivoglia prenotazione di peso.
Risultato?
In venti giorni, tralasciando il resto, sono riuscito a prenotare 7 ristoranti stellati: alcuni sono stati dei ritorni, mentre altri sono stati delle novità.

Ecco, quindi, un breve sunto di cosa ho combinato tra il 10 agosto e il 30 agosto 2025…

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Le Calandre *** – Sarmeola (PD)

Questo è un post che mi attirerà ire, strali e insulti di vario tipo, ma, onestamente, chissenefrega.

Il ristorante Le Calandre, quasi dieci anni fa, è stato mio mio primo ristorante tre stelle: ancora adesso, mentre scrivo, ricordo quel mercoledì a pranzo e buona parte dei piatti che mangiai.
Da allora sono tornato almeno una volta l’anno e, anzi, era uno dei due locali (l’altro era La Peca) dedicati ai festeggiamenti importanti: l’ultimo fu nell’agosto del 2020, quando il Nano compì 18 anni.

Quella cena, ovviamente parametrata a un ristorante tre stelle Michelin, non fu particolarmente brillante, anzi, si intravedeva un pochino di appannamento, il cui culmine fu il c.d. main course a base di maiale che, sia nell’estetica, che nel gusto, ricordava un piatto da trattoria.

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Combal.Zero @ Ristorante Carignano * – Torino

Citando il titolo di un libro di Stephen King, non si può che esordire con un “A volte ritornano”.
Tuttavia, in questo caso, mi sento di dire che “A volte ritornano, per fortuna.”

Per festeggiare i cento anni dell’Hotel Sitea a Torino, Davide Scabin ha deciso di portare al Ristorante Carignano, dove è attualmente executive chef, i piatti più iconici del suo Combal.Zero.

Per chi non lo sapesse il Combal.Zero è stato aperto nel 2002, da Davide Scabin (con il suo sous chef di sempre Giuseppe “Rambo” Rambaldi), nel Castello di Rivoli, a fianco del Museo di Arte Contemporanea e, purtroppo, ha chiuso i battenti nel 2020.
Io ho avuto la fortuna di sedermi alla sua tavola nel maggio 2018 ed è un’esperienza che ancora ricordo con grande trepidazione.

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Dieci piatti da ricordare – Il mio 2024

Anche per quest’anno siamo arrivati alla fine.

Rispetto agli anni scorsi, per mia scelta, ho deciso di girare molto meno, ma, comunque, tra una cosa e l’altra, almeno 1500 piatti gourmet me li sono fatti: per gli amanti delle statistiche, ho mangiato stellato ventotto volte, tra cui sette, per me nuovi e, in alcuni casi, proprio nuovi, tre stelle Michelin, in cinque paesi d’Europa.

Ciò nonostante, salvo rare eccezioni, le vere soddisfazioni gastronomiche mi sono arrivate da ristoranti più modesti, spesso mono stella o anche non stellati; in alcuni casi ristoranti che hanno, poi, conquistato la stella in corso d’anno: come vedrete, infatti, tra i miei dieci piatti da ricordare compare un solo ristorante tre stelle e un solo ristorante due stelle il che la dice lunga su quanta noia viaggi ad alti livelli gastronomici.

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Bue Nero – Verona

Come ho avuto modo di dire più volte, a Verona, salvo alcune eccezioni, non si mangia particolarmente bene e, soprattutto in centro storico, pullula una cucina fatta appositamente per blandire il palato dei turisti e dei Veronesi “bene”, ossia coloro che pensano che l’unica bollicina degna di essere bevuta sia il Dompe, ma solo perché fa figo, perché fa vedere che hai gli schei e soprattutto perché lo bevono a Milano.

Ecco, in un contesto come questo, Chiara Pannozzo ha avuto il coraggio e l’intelligenza di portare, a pochissimi metri da Piazza Erbe, il quinto quarto, ergendolo a elemento principe della sua cucina.

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Trigabolo (1983 – 2023)

Quando aprì i battenti il Trigabolo ad Argenta (FE) era il 1983 e, quindi, io avevo circa sette anni e, ovviamente, non sapevo nemmeno cosa fosse la cucina gourmet.

Il Trigabolo, che rappresenta un punto di svolta epocale della cucina italiana e che oggi definiremo senza mezzi termini un Tempio della gastronomia italiana, è nato quanto il rappresentante di giocattoli Giacinto Rossetti, con il socio Gualtiero Musacchi, decidono di rilevare, ad Argenta (FE), in piazza Garibaldi, una pizzeria, che poco dopo diventerà ristorante.

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