Categoria: Novità

Sangon Beach @ Ristorante Carignano* – Torino

Quarto, nuovissimo, menù di Davide Scabin al Ristorante Carignano che, per l’occasione, trasforma la sala da pranzo del ristorante in una spiaggia.

Quando dico che ha trasformato la sala da pranzo del Carignano in una spiaggia, non sto scherzando: all’interno della sala da pranzo del ristorante, infatti, sono state riversate circa due tonnellate di sabbia, proprio per ricreare l’ambientazione di una classica spiaggia anno ’60.
Proprio per questo motivo, al momento della riconferma della prenotazione della cena, vi verrà comunicato che sarà possibile accedere alla sala da pranzo solo e rigorosamente in ciabatte, che, volendo, potrete portarvi anche da casa.

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My Michelin-starred 2025

Quest’anno, vista l’inflazione di post in tal senso, mi sono ripromesso e ho promesso che non avrei fatto il classico articolo con i miei (nel mio caso dieci) piatti preferiti, tuttavia, anche per ringraziare gli oltre cinquemila visitatori di questo sito, per un totale di quasi diecimila visulizzazioni, ho deciso di ripercorrere, in rigoroso ordine cronologico, i miei 33 pasti all’insegna della Guida Michelin.

Alcuni sono stati dei ritorni, non sempre felici, mentre altre sono state delle, più o meno piacevoli, prime visite: in particolare, sull’onda di perseguire il mio obiettivo di visitare tutti i tre stelle d’Europa (attualmente sono 100), sono riuscito ad aggiungere al mio palmares cinque nuovi ristoranti tre stelle Michelin, tra cui anche il nuovo tre stelle italiano, ossia La Rei Natura di Mammoliti.

Questi i numeri:

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Rebis – Desenzano del Garda (BS)

Il ristorante ha aperto a fine giugno 2025, in una location, in centro a Desenzano del Garda (BS), in quel di Palazzo Garibaldi, coi suoi bellissimi affreschi cinquecenteschi e seicenteschi, che definirla stupenda è assolutamente riduttiva.

A giugno – come si suole dire – si parte in quarta con due menù degustazione, rispettivamente, da sette corse a 185,00 euro e da dieci corse a 220,00 euro: giusto per fare un paragone, un otto portate da La Rei Natura, il nuovo tre stelle Michelin italiano, costa 280,00 euro o un dieci portate da Iacobucci, una stella Michelin, costa 159,00 euro…

Spaventato dai prezzi, assolutamente fuori mercato per un ristorante appena aperto, per lungo tempo resto titubante se andare o meno, ma alla fine, dopo aver fatto musina, prenoto per un mercoledì sera di metà novembre e qui la prima sorpresa: i menù si sono leggermente accorciati e hanno ridotto il prezzo.

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Osterita – San Pietro in Cariano (VR)

Il più giovane chef stellato d’Italia apre un nuovo ristorante a meno di mezz’ora da casa mia e non vuoi andarci a mettere il naso?

Parto proprio dal curriculum dello Chef in quanto, in tutta franchezza, è ciò che mi ha incuriosito di più, anche perché, fino all’altro giorno, non avevo la più pallida idea di chi egli fosse…

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Gli imperscrutabili misteri della Guida Michelin

Questo mio post, contrariamente a quanto accade di solito, comparirà solo su questo sito perché non voglio mettere in difficoltà il ristorante di cui parlerò, perché non se lo merita per nulla: purtroppo, mi sono reso conto che la lettura dei post su IG ottiene pochi secondi di attenzione e, quindi, difficilmente, anche in ragione dei limiti dettati dai caratteri a disposizione, si riesce a fornire una visione più completa del pensiero o, quantomeno, a farla percepire a una lettura fugace.

Pochi mesi fa, ancora nel 2024, la Guida Michelin ha, come ormai fa da qualche anno, deciso di inserire (rectius menzionare) nel proprio sito e, quindi, a cascata nella pubblicanda guida cartacea, due nuovi ristoranti in territorio veronese: Vert Osteria Contemporanea e Locanda di Nonna Ida.

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Dieci piatti da ricordare – Il mio 2024

Anche per quest’anno siamo arrivati alla fine.

Rispetto agli anni scorsi, per mia scelta, ho deciso di girare molto meno, ma, comunque, tra una cosa e l’altra, almeno 1500 piatti gourmet me li sono fatti: per gli amanti delle statistiche, ho mangiato stellato ventotto volte, tra cui sette, per me nuovi e, in alcuni casi, proprio nuovi, tre stelle Michelin, in cinque paesi d’Europa.

Ciò nonostante, salvo rare eccezioni, le vere soddisfazioni gastronomiche mi sono arrivate da ristoranti più modesti, spesso mono stella o anche non stellati; in alcuni casi ristoranti che hanno, poi, conquistato la stella in corso d’anno: come vedrete, infatti, tra i miei dieci piatti da ricordare compare un solo ristorante tre stelle e un solo ristorante due stelle il che la dice lunga su quanta noia viaggi ad alti livelli gastronomici.

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Trattoria Contemporanea * – Lomazzo (CO)

In tanti anni col sedere appoggiato sulle sedie dei ristoranti ho cominciato a inquadrare quali possano essere i segnali della presenza di potenziale fuffa.

Alcuni dei segnali che, di solito, sono sintomatici della presenza di potenziale fuffa sono l’utilizzo dello strumento del gioco a tavola, l’esaltazione dei rituali gastronomici (pensiamo, ad esempio, a come vengono spadellati dei famosi paccheri…), lo spiegone estremo, ai limiti dell’evocazione del sacro.
La filosofia sottostante è la stessa che si trova nel gesticolare sinuoso delle mani da parte dell’illusionista: ti fa spostare l’attenzione sui movimenti perdendo così il focus su cosa stia effettivamente accadendo.
[…]
Un’ora e quarantacinque minuti di macchina e mi sono ritrovato in un ex cotonificio, ristrutturato in stile industrial, contornato da tanti ragazzi (giovanissimi) e sorridenti che sono riusciti subito a mettermi a mio agio.
Mi ha ricordato molto il servizio che ho incontrato al nord: un giusto connubio tra forma e convivialità, senza manici di scopa infilati “dove non batte il sole”.

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Nin * – Brenzone sul Garda (VR)

Sono anni che combatto, come molti dei viaggiatori gourmet, contro i beoti da tastiera che, quando vedono la portata di un ristorante stellato, fanno la famosa battuta, ormai trita e ritrita: “Ok, la pasta è cotta! Adesso puoi buttarla giù!”
Ovviamente, poiché loro non sono mai stati in un ristorante di fine dining, si riferiscono al fatto che la portata sia (apparentemente) misera: è, tuttavia, evidente che quella “misera portata” deve essere inserita all’interno di un contesto di più portate e, quindi, alla fine, non si esce mai dal ristorante con la sensazione della fame.

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Antica Amelia Bistrot – Verona

Micol Zorzella, dopo la vittoria a 4 Ristoranti, è salita agli onori della cronaca, anche nazionale, perché ha deciso di rivoluzionare (al momento per soli sei mesi) l’organizzazione del suo bistrot: la Chef ha dichiarato che, non trovando più personale adeguato per il suo locale, avrebbe deciso di avere un solo tavolo conviviale da 12 coperti e che lei avrebbe servito anche in sala.

Incuriosito dalla cosa, quindi, ho deciso di andare a metterci il naso scegliendo di prenotare per un free table, ossia per una serata in cui, in sostanza, il menù sarebbe stato à la carte; in altre serate, invece, il menù è fisso, a tema.

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V.I.T.E. Restaurant * – Villorba ( TV )

Sottotitolo: quando un pranzo rasenta il sequestro di persona…

Ok, ora facciamo un passo indietro e inquadriamo dove siamo.

Ristorante giovanissimo (sotto tutti i punti di vista), fresco fresco di stella Michelin nella guida 2024 dalla location unica: è, infatti, all’interno di concept store di design, dove ogni componente d’arredo è in vendita.

Passiamo al pranzo, ma contrariamente a quanto accade di solito, mi soffermerò pressoché esclusivamente a parlare delle sue tempistiche perché questo si è rivelato il più fulgido esempio di come il servizio (in senso lato) possa distruggere un pasto.
Con servizio preciso subito che non mi riferisco al personale di sala, ma alla tempistica con cui è stata gestita l’uscita delle portate.

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